sabato 31 agosto 2013

La fine di Agosto...

... è arrivata. Da sempre questa data segna per me la fine dell'estate e l'inizio dell'autunno, anche se la separazione stagionale non è poi così netta.
Me l'ero immaginato diverso, questo mese. Avrei voluto passarlo con te.
Ho cercato di mettere un freno a mano ai miei pensieri e alle mie fantasie, ma non ho potuto evitare di desiderare un nuovo appuntamento, un gelato insieme, il concerto di Malika Ayane, la notte di San Lorenzo sotto le stelle.
Nulla di tutto ciò è avvenuto. E quest'anno non ho visto nemmeno una stella cadente a cui affidare i miei desideri. Ho preferito affidarli a te, entrato nel mio cuore come una stella, precipitato al centro del mio petto, mandandolo in frantumi.

Non basterebbe la caduta dell'intero firmamento per far avverare i miei desideri.

mercoledì 21 agosto 2013

La mia estate in un giorno...

...non ricordo chi dice che, nella vita media di una persona, ci sono al massimo 5 giorni importanti e memorabili. Il resto servono per fare numero.
Ebbene...la mia estate è stata piatta, vuota, solitaria. Tranne il 6 agosto.

Tutto quello che avrei voluto fare in un'estate, tutto sommato, si è concentrato in quella giornata. Ed è forse più di quanto io abbia mai potuto sperare.
Un appuntamento, un'uscita a due, una persona interessante, una passeggiata sul molo. Una mano tra le mie mani, il sapore di labbra estranee sulle mie.

Vorrei poter farmi una ragione e dire "Non te lo saresti mai aspettato, fanne tesoro e ringrazia perché sia capitato". Invece tutto ciò che riesco a fare è biasimare il Fato per non averne avuto altre.
Perché non riesco ad accontentarmi di ciò che la vita mi offre anziché star lì a chiedere "ancora?". Ingratitudine? irriconoscenza?
Forse tanti giorni di tristezza da colmare. Forse la paura di non averne altri. Forse quell'umano desiderio di star bene e conservare nel tempo un benessere immutato.

Ma qui lo scrivo: qualunque lamentela io possa avanzare alla Vita, io sono grato. E lo scrivo con le lacrime agli occhi... Grazie per quel magnifico 6 agosto.

venerdì 16 agosto 2013

L'attesa è la cosa che mi riesce meglio...

Se le parole riversate in questo blog potessero lenire il mio dolore, uscire materialmente dal mio cuore e rimanere stampate qui, per alleggerirmi il carico di tristezza e delusione, allora ne scriverei a valanghe.
"La scrittura è terapeutica"... l'ho sempre sentito dire e, in fondo, l'ho sempre pensato. Ma, di fatto, non l'ho mai provato sulla mia pelle, non posso dire con certezza mi abbia mai fatto star meglio.
Guardiamo in faccia la realtà: se così fosse stato, Leopardi sarebbe stato l'uomo più sereno del mondo. E lungi da me il paragonarmi a lui.

Un tempo credevo in tante cose. Il tempo e l'esperienza stanno distruggendo ogni mio credo.
Eppure basterebbe un niente per ridarmi il sorriso, adesso. Basterebbe un messaggio. Anche un 'ciao', anche una faccina.
Ma a quanto pare è chiedere troppo dopo una settimana di silenzio. E allora rimango qui, immerso nell'immobilità di quest'angosciante quiete. E aspetto.